• Le fasi di realizzazione del giardino pensile

    Le fasi di realizzazione del giardino pensile

    I giardini pensili di Babilonia, costruiti dal re Nabucodonosor II millenni fa, erano di una bellezza così particolare e maestosa da essere tutt’oggi ricordati come una delle sette meraviglie del mondo antico.
    Il giardino pensile affascina, ispira, incuriosisce…e mette alla prova paesaggisti e progettisti poiché cela alcune insidie nelle fasi di realizzazione.

    Qui di seguito puoi vedere le foto del nostro staff all’opera nelle fasi principali che hanno caratterizzato la costruzione dell’ultimo giardino pensile realizzatoin collaborazione con la ditta Geoplast S.p.A, su progetto dello studio Zara + Zardet Architetti di Treviso.

    Fase 1 – Le Fondamenta

    Il primo passo consiste nel, progetto alla mano, preparare gli strumenti necessari alla realizzazione del giardino pensile; vale a direla struttura su cui esso andrà a posare. In questo caso abbiamo realizzato un’arcata su due livelli che collega l’abitazione al giardino vero e proprio.

    dettaglio lavori giardino pensile

    Fase 2 – La Struttura di Base

    L’idea inizia a prendere forma! Il lavoro prosegue conla costruzione della struttura portante del giardino, seguita in tutte le sue fasi dal team di esperti.

    dettaglio lavori giardino pensile valdobbiadene

    Fase 3 – Il Sistema di Drenaggio

    Il terzo passo consiste nella posa di un sistema di drenaggio dell’acqua avanzato: Drainroof, il quale permette di gestire in modo ottimalel’approvvigionamento idriconecessario, proteggendo al contempo leimpermeabilizzazioni della struttura.

    giardino pensile valdobbiadene

    Fase 4 – La preparazione

    Grazie al sistema di drenaggio è infine possibile posare sulla struttura il terriccio che farà da base al giardino pensile.

    giardino pensile Valdobbiadene

    Fase 5 – La messa a dimora del prato

    Dopo aver creato la struttura di base per permettere al prato di crescere si pone in dimora il prato e si procede con la pavimentazione degli ambienti.

    Fase 6 – Ultimare il giardino pensile

    Dopo esserci occupati della base del giardino si procede con creatività a portare a termine l’opera piantando alberi e fiori, seguiteci e vi aggiorneremo con le foto dell’opera interamente realizzata!


  • Realizzazione di un giardino “estremo” a Treviso

    Realizzazione di un giardino “estremo” a Treviso

    Un giardino sulle rive del fiume, nel centro storico di Treviso.

    Il canale si snoda attraverso la città, scorrendo a ridosso delle case.
    In una di queste abitazioni trevigiane stiamo realizzando un giardino raccolto, uno spazio verde dove rilassarsie riposarsi all’ombra.

    dettaglio lavori giardino Treviso

    Il nostro staff di operatori è attrezzato per gestire situazioni complesse come queste, dove lo spazio è limitato e le manovre molto delicate. E sempre in totale sicurezza!

    È bello quando anche nelle aree cittadine poco accessibili, fiorisce una nuovo giardino.
    I nostri mezzi speciali hanno reso possibile il trasporto delle piante e degli altri elementi d’arredo.

    Con un po’ di fantasia, riuscirete ad immaginare ilsuggestivo giardino dall’impronta romanticae intima che tra qualche tempo si affaccerà dal terrazzamento sul fiume.

    lavori

  • Parrotia Persica: progettare il giardino con la pianta giusta

    Parrotia Persica: progettare il giardino con la pianta giusta

    Grazie alle sue caratteristiche, laParrotia Persicaè particolarmente indicata perarredare ogni tipo di giardino: fiori, foglie e frutti rappresentano un’originale decorazione naturale… in ogni stagione dell’anno!

    Tra le prime piante ad annunciare l’arrivo della primavera

    Nei mesi di febbraio e marzo la Parrotia inizia a sbocciare!Nel periodo primaverile-estivo le foglie hanno un colore verde intenso e i suoi fiori, di piccole dimensioni, crescono a mazzetti. Questi hanno la particolarità di essere rossi e fatti solo di stami, non passano di certo inosservati dopo il lungo grigiore invernale.

    Con l’arrivo della stagione più calda, ai fiori seguono i piccoli frutti

    Capsule allungate di colore marrone-rossiccio, lunghe poco meno di un centimetro e che maturano nella tarda primavera.
    Anche la corteccia presenta una particolarità che la rende ornamentale: si sfalda creando dei gradevoli disegni con varie tonalità di colori.

    La Parrotia Persica in autunno: il momento più magico

    Le foglie della Parrotia sono ovali e leggermente dentate, concolorazioni meravigliose nella stagione autunnale quando passano dal violaceo allo scarlatto o dal giallo all’arancio-rosso. Grazie alla sua particolarità è adatta a chi ricerca un tocco di colore e originalità nel proprio giardino durante tutto il periodo dell’anno.

    Come scegliere dove piantarla?

    L’origine geografica della Parrotia Persica è la zona dell’Asia Occidentale e del Caucaso, eppure ha trovato una buona proliferazione anche alle nostre latitudini grazie anche alla sua resistenza alle basse temperature.
    Quando la poni a dimora scegli dunqueil punto più assolato del tuo spazio verde(al limite in posizione semi ombriaggiante) poiché la piena esposizione al sole ti garantirà anche una maggiore vivacità dei colori delle sue foglie durante l’autunno.

    Il trucco sta nella giusta potatura

    Il portamento della Parrotia è tendenzialmente cespuglioso, anche da adulta,il consiglio è dunque quello di tenere le sue dimensioni sempre controllate, affinché raggiunga una dimensione proporzionata tra altezza e larghezza.
    Un’ultima idea: è perfetta per essere impiegata sia singolarmente sia in gruppo, è ideale ad esempio nei parchi o nelle aree verdi ampie – anche per la realizzazione di ingressi o parcheggi.


  • Baubotanik, un nuovo mondo di costruire

    Baubotanik, un nuovo mondo di costruire

    Alzi la mano chi non ha mai sognato di avere unacasa sull’alberoe di poterci andare quando si necessita di una pausa dalla vita frenetica di tutti i giorni? A tutti coloro che hanno alzato la mano vogliamo dare questa bella notizia: il vostro sogno si potrà avverare, e la risposta ai vostri desideri si chiamabaubotanik.

    Ci vorranno ancora alcuni anni prima che questo tipo di costruzione prenda piede, ma in Germania, dove è stata progettata per la prima volta, sta conoscendo un discreto successo.

    baubotanik

    Ma che cos’è la Baubotank?

    La baubotanik è una particolare tipologia dicostruzione che utilizza gli alberi e piante naturalicome struttura portante dell’intera costruzione.Questa tecnica prende spunto da una tribù della selva indiana, i Khasi, che hanno sempre approfittato delle radici e dei tronchi di determinati alberi per formare differenti strutture come piccoli rifugi, ponti o varchi.
    Uno degli “iniziatori” dello sviluppo di questa particolare tipo di struttura è stato il dottor Gerd de Bruyn, che nel 2007, creò l’area della Baubotanik nell’Istituto per la Teoria dell’Architettura (IGMA) dell’Università di Stoccarda in Germania. Il suo obiettivo, che persiste da allora, è quello di stimolare le ricerche in questo ambito da un punto di vista multidisciplinare, facendo partecipare sia specialisti in botanica e scienze naturali sia ingegneri e architetti.

    Com’è fatta la baubotanik?

    La baubotanik, come già detto, è una costruzione chefonda le sue radici in vere e proprie pianteche permettono di usufruire di elementi naturali aiutando l’ambiente, riducendo i consumi e l’inquinamento. Per ottenere questi benefici è fondamentale che le costruzioni riuniscano una serie di caratteristiche che possano favorire la crescita e la manutenzione delle piante – come la locazione in spazi aperti e luminosi per facilitare la ricezione dei nutrienti necessari o evitare l’uso di sostanze che potrebbero danneggiarle- oltre a garantire ovviamente la sicurezza e stabilità dell’edificio.
    Nei vari workshop in cui si sono costruite baubotanik (nel 2014 anche in Sardegna) si è scoperto che, per esempio, non tutti i tipi di alberi sono adatti a questo tipo di costruzione e che ci sono spazi e climi più favorevoli di altri per creare edifici o installazioni che utilizzino questa tecnica.

    dettaglio

    Sviluppo della baubotanik

    Gli sviluppi pratici per integrare questa tecnica nella costruzione sono ancora relativamente poco estesi e sembra lontano il momento in cui la baubotanik diventerà un sistema utilizzato in maniera costante nelle costruzioni.
    Un esempio eccellente è si è svolto nel 2007 è costituito dallabaubotanik towerdi Neue Kunst am Ried, in Germania. La torre, con una base di circa otto metri quadrati e un’altezza di appena nove, con tre livelli calpestabili, è il primo progetto baubotanical che è stato realizzato utilizzando il metodo di aggiunta pianta, un procedimento ancora in piena sperimentazione.

    Vivere in un mondo sostenibile parte anche da questo: una casa sull’albero non è più solo un sogno d’infanzia, ma la prospettiva per aiutare il pianeta a resistere alla, spesso crudele, mano dell’uomo.


  • Tadao Ando tra modernità e tradizione

    Tadao Ando tra modernità e tradizione

    Tadao Ando è un architetto giapponese, fortemente influenzato dalMovimento modernoe in particolar modo daLe Corbusier, ma allo stesso modo legato all’architettura tradizionale giapponese, alle sue opere conferisce un carattere quasi “artigianale” nella definizione dei dettagli.

    I suoi edifici sono spesso attraversati da complessipercorsi tridimensionali, che si incrociano tra spazi interni ed esterni. Elemento fondamentale è sempre laluce, che contribuisce a definire il carattere degli spazi.
    La sua Row House (casa a schiera) in Sumiyoshi, una piccola casa a due piani in getto di cemento, gli valse il Premio annuale dell’Architectural Institute of Japan. Nel 1995 invece vince il Premio Pritzker.

    In Italia, Tadao Ando ha realizzato il centro di ricerca del Gruppo Benetton Fabrica a Villorba (Treviso), il progetto di risistemazione della Punta della Dogana a Venezia e la AB-house (la casa invisibile) a Ponzano Veneto. Per Giorgio Armani ha progettato la sede della casa di moda e il Teatro Armani a Milano.

    Ed è proprio nel centro di ricerca del Gruppo BenettonFabricache hacollaboratocon noi di Dal Ben, realizzando unparcheggio aziendaleperfettamente inerbito su supporto “Ritter” nel quale abbiamo inserito 84 platani opportunamente educati “a tettoia” per favorire l’ombreggiamento dell’area.


  • Alberto Campo Baeza e l’uso del bianco

    Alberto Campo Baeza e l’uso del bianco

    Alberto Campo Baeza

    Alberto Campo Baeza è un architetto spagnolo. Attualmente è professore presso l’Università Politecnica di Madrid dove si è laureato.

    Inizia la sua carriera con la costruzione di scuole e municipi nella Comunità di Madrid e la città di Cadice, edifici a basso costo, con una razionale organizzazione, nei quali la luce contribuisce a creare vie di fuga e spazi di continuità unica. Alla fine degli anni ottanta e negli anni novanta fa una serie di case sperimentali, che insieme formano un manifesto riguardo l’uso della luce in spazi con tonalità monocromatiche vicine al bianco.

    Una delle sue opere più importanti è la sede dellaCaja de Granada, nella città di Granada. In questo edificio, una grande prisma di cemento armato con quattro colonne di cemento, riducendo la luce strutturale del vuoto che crea, ospita due scatole con pianta a ‘L.

    Il suo lavoro è stato ampiamente influenzato: è stato incluso inmolte pubblicazionied è stato anche utilizzato come location per numerosispot pubblicitari.

    Ponzano Children, scuola per l’infanzia costruita dalGruppo Benetton, è l’opera per cui abbiamo collaborato e nella quale non potevano mancare adeguati spazi verdi a misura dei più piccoli: prati, bosco, frutteto, orto e filari d’uva. Dimostratasi un’importanteesperienza professionale.


  • John Pawson: minimal art

    John Pawson: minimal art

    John Pawsonè nato ad Halifax, il 6 maggio 1949, è undesigner e architetto britannico, noto per il suostile minimalista.

    Ha studiato all’Architectural Association School of Architecture di Londra. Tra i principali progetti realizzati da Pawson si ricordano il Cannelle Cake Shop di Londra, diversi punti vendita di Calvin Klein e di Jigsaw, il Monastero di Nový Dvůr in Repubblica Ceca, l’Hotel Puerta America di Madrid, la Medina House di Tunisi e il Sackler Crossing, una passerella sul lago all’interno dei Giardini Botanici Reali di Kew.

    Fin dall’inizio, il lavoro di Pawson si concentra sulla modalità di affrontare problemi fondamentali, qualispazio, proporzioni, luce e materiali.

    La collaborazione tra Pawson e Dal Ben Giardini è avvenuta per “Casa delle Bottere“. I segni del minimalismo del designer si fanno notare anche in questo giardino:l’enfasi è posta tutta nel processo di riduzione alle strutture elementari geometriche.


  • “Un progetto per la bellezza”: l’armonia tra natura e industria è possibile?

    “Un progetto per la bellezza”: l’armonia tra natura e industria è possibile?

    “La bellezza salverà il mondo”, diceva Dostoevskij.

    Purtroppo nel nostro territorio c’è molto da salvare. Cemento e industria si sono appropriate di spazi immensi, un tempo verdi.

    foto di brunello cucinelli

    Ecco perché siamo felici di leggere e condividere notizie di casi in controtendenza. Anzi, un caso, una mosca bianca. Si tratta dell’ultimo piano sociale dell’imprenditore italiano Brunello Cucinelli: il cosidetto Progetto per la Bellezza.
    Un progetto nato per liberare il paesaggio dal cemento e immergere nel verde la zona industriale diBorgo Solomeo: sei capannoni industriali di 240 m cubiverranno rasi al suolo per fare spazio a 35 ettari, divisi in tre aree verdi, armoniosamente inserite nel complesso aziendale.

    IlProgetto per la Bellezzaè il completamento del sogno dell’imprenditore, quando decise di ristrutturare questo antico borgo medioevale per fondarvi la sua azienda; un progetto ambizioso, che verrà realizzato tra un anno e mezzo, ma indubbiamente necessario per restituire al territorio la sua antica bellezza.

    Il progetto di Cucinelli si fa in tre

    Nello specifico, verranno costruiti tre parchi:

    • Parco dell’Industria: il giardino di Solomeo si estenderà fino alla valle, immergendo il complesso industriale in un grande parco.
    • Parco dell’Oratorio Laico: accanto al Parco dell’Industria, sorgerà uno stadio senza barriere, immerso in sei ettari di boschetti e prati, per consentire ai giovani del borgo di praticare attività sportive.
    • Parco Agrario: vicino all’Oratorio Laico verranno coltivati circa settanta ettari per la costruzione di orti, frutteti, vigneti e oliveti, i cui prodotti saranno destinati agli abitanti del borgo e alla mensa aziendale.

    Quella di Cucinelli è certamente un’idea in controtendenza, fortemente legata alterritorio;un progetto che sottolinea l’importanza dell’ambiente naturale come bene preziosoda tutelare che può convivere in perfettaarmoniacon lezone industriali.

    La tua opinione

    Chi non preferirebbe lavorare immerso nel verde, in un ambiente armonioso e sereno?
    In che modo il luogo di lavoro stimola la tua creatività? Raccontacelo!


  • Realizzazione giardini: gli errori più comuni nella preparazione e manutenzione del prato

    Realizzazione giardini: gli errori più comuni nella preparazione e manutenzione del prato

    Il prato

    Tutti vorrebberoun prato bello e folto, ma ottenerlo non è così facile. Oltre allamanutenzione corretta del giardino, il successo di un tappeto erboso dipende da diversi fattori, tutti da considerare:il tipo di terreno,l’ambiente climaticoela tipologia di miscuglio di sementi.

    Prima di impiantare un prato è bene conoscerne le esigenze specifiche per evitare in partenza gravi errori, difficilmente recuperabili in seguito.

    I lavori di manutenzione ordinaria,le concimazioni,le irrigazioni, gli interventi di taglio e di diserbo, successivi alla germinazione e all’insediamento del prato, seppur di rilevante importanza, non possono risolvere se non in minima misura i problemi connessi all’errata preparazione del terreno o a inadatte scelte del tipo di semente.

    Nellarealizzazione del pratotra gli errori più comuni c’èla scelta della specie sbagliata: non tutta l’erba infatti è adatta per la zona in cui abitiamo.

    Tre aspetti da tenere sempre in considerazione nella preparazione del prato:

    1) IL TERRENO

    La preparazione del suolocondiziona fortemente la crescita dell’erba. Il tuo terreno, soprattutto nello spessore esplorato dalle radici (i primi 15-40 cm) dovrebbe essere fertile, per garantire supporto nutrizionale, poroso, per garantire la giusta quantità di ossigeno alle radici e drenante, per favorire la discesa nel terreno dell’acqua in eccesso, il cui ristagno a livello delle radici può facilmente favorire la diffusione di marciumi fungini.

    2) IL CLIMA

    Sono le temperature massime del periodo estivo e quelle minime dei mesi invernali a condizionareil ritmo di crescita del pratoe la possibilità che le foglie si mantengano verdi. Nella fascia climatica corretta, bisogna poi scegliere le sementi indicate per la zona: alcune sono più adatte ad ambienti freschi, altre, per svilupparsi al meglio, richiedono temperature medio-alte nel corso della maggior parte dell’anno.

    3) LA SEMENTE

    La scelta della specie o del miscuglio daseminareè condizionata dal tipo d’uso che ne farai del prato. Non tutte le specie, infatti, sono indicate per gli svariati utilizzi a cui è destinato un tappeto erboso: è il grado di sfruttamento, minimo, medio o massimo, di un tappeto erboso il fattore che determina la scelta della specie, che si differenziano tra di loro per il fogliame, il ritmo di crescita, quindi per la capacità di resistere o meno aprolungate azioni di calpestamento.

    Qualche dubbio circa la preparazione del tuo prato?
    Visualizza anche le pagineConcimazioni,CarotatureeArieggiatureper altri utili consigli. Se invece preferisci affidarti a dei professionisti per un tappeto erboso davvero perfetto, chiamaci o manda un’e-mail ainfo@dalbengiardini.it.


  • Alla scoperta del grande Richard Meier

    Alla scoperta del grande Richard Meier

    Richard Meier

    Richard Meier è un architetto statunitense, laureatosi alla Cornell University nel 1957 per poi intraprendere un viaggio per l’Europa, dove ha modo di conoscere Le Corbusier. Tornato negli Stati Uniti, insieme ad altri architetti fonda il gruppoNew York Five, con l’intenzione di portare avanti le idee diLe Corbusiere che nel 1967 arriva ad esporre alMoMa.

    Nel 1963 nel suo appartamento progetta il suo primo edificio, una residenza per i genitori a Essex Fells nel New Jersey, e subito dopo progetta la Smith House a Darien (Connecticut), l’edificio che comincerà a dargli una fama internazionale.
    Successivamente lavora alla conversione dei vecchi laboratori della Bell nel Greenwich Village di Manhattan, ottenendo ottime critiche dal mondo dell’architettura e della stampa. Gli anni ottanta segnano l’affermarsi della sua fama a livello internazionale.
    A soli 49 anni, diventa il più giovane architetto ad aver mai vinto ilPritzker Prize; nello stesso periodo, ottiene commissioni per importanti edifici come il Getty Center di Los Angeles e l’High Museum of Art di Atlanta.

    Un committente privato ci ha incaricato di impreziosire la suaabitazione privataa Jesolo, opera dell’architetto della statura di Richard Meier, donando piccoli dettagli che hanno contribuito a fare la differenza.


  • Tom Wright: conosciamolo meglio

    Tom Wright: conosciamolo meglio

    Tom Wright

    L’architetto e paesaggista inglese Tom Wrightè nato il 18 settembre 1957. Il suo progetto più importante è stato ilBurj Al ArabaDubai, negli Emirati Arabi. Wright ha studiato presso la Royal Russell School e poi presso la Kingston University School of Architecture.

    L’hotel Burj Al Arab, divenuto icona di Dubai, è costruito a forma di unmoderno yacht a vela, per riflettere l’origine marittima di Dubai e allo stesso tempo conferirgli un aspetto moderno, come se si muovesse in avanti verso il futuro.

    Recentemente, nel 2013, ha creato insieme ad altri architettiWKKuna nuova pratica dedicata alla ricerca per il perfezionamento nell’architettura, nella pianificazione generale e nel design.

    Ha collaborato con noinella realizzazione del giardino di un’abitazione privata, dove in uno splendido parco ottocentesco, il grande paesaggista Wright ha inserito un emozionante giardino delle rose.

     


  • «Pietro Porcinai – Il progetto del paesaggio nel xx secolo»

    «Pietro Porcinai – Il progetto del paesaggio nel xx secolo»

    Opera pubblicata con il contributo di Dal Ben Giardini

    Lo scorso anno è stata pubblicata un’opera importante per lo studio del paesaggio, gli autori sonoLuigi LatinieMariapia Cunico. I materiali del volume provengono dall’incontro organizzato dall’Università Iuav di Venezia in occasione del Convegno internazionale Dessiner sur l’herb 7 (Venezia-Bassano 3-4 dicembre 2010).

    Chi desidera una copia può farne richiestacontattandoci.

    Nella prima di copertina del libro si legge:
    «La figura di Pietro Porcinai (1910-1986), paesaggista tra i più significativi del Novecento europeo, esprime un capitolo emblematico, seppure isolato in italia, del rapporto non sempre facile tra paesaggio e architettura.

    copertina pietro porcinai

    Nel caso di Porcinai appare interessante osservare come il lavoro di un professionista del paesaggio si avvalga con uguale intensità sia di un vivace interesse per l’architettura e la cultura artistica del proprio tempo, sia di un sapere tecnico e di una eccezionale padronanza nel campo botanico, aspetti che convengono in una visione unitaria e autonoma del mestiere.

    La vicenda sorprendente di Porcinai, “inventore” di una mentalità professionale e culturale in gran parte inedita nel panorama italiano del suo tempo, si arricchisce da subito dei necessari approfondimenti all’interno di un orizzonte internazionale dal quale prende forza e che gli permette di gettare uno sguardo innovativo sul progetto del paesaggio italiano.

    Il continuo scambio con colleghi e tecnici stranieri, e il prestigio guadagnato soprattutto dagli anni del dopoguerra, in campo internazionale, permetteranno al paesaggista fiorentino di proiettare il proprio lavoro e la propria mentalità verso una estesa rete di committenze e di incursioni professionali (nel suo archivio oggi si conservano circa 1400 progetti), che va ben oltre la sfera convenzionale del giardino privato.

    Questi temi confluiscono nel volume sia attraverso la presentazione di contributi inediti sullo stesso Porcinai, con particolare riferimento al suo lavoro in area veneta, sia attraverso la convocazione di paesaggisti che hanno lavorato in questi campi negli stessi anni, e con analoga mentalità.

    Da questo confronto emerge una riflessione sulle prospettive del progetto di paesaggio in Italia, sulla sua collocazione teorica, formativa, sulla necessità di un profilo riconoscibile all’inteno di un orizzonte più ampio.»

    Pubblicazione realizzata con il contributo di:Fondazione Benetton studi e ricerche,Dal Ben GiardinieLaboratorio Morseletto per l’architettura.


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