• Le rose di febbraio: tutte le cure necessarie in inverno

    Le rose di febbraio: tutte le cure necessarie in inverno

    Febbraio èil mese delle rosee non solo perché immancabili protagoniste del giorno di San Valentino.
    In questo mese, il prezioso fiore ha bisogno dimolte cure per dare il meglio di sé nella prima fiorituradi inizio primavera.

    La rosa, nonostante il suo aspetto delicato, è un arbusto vigoroso che ben sopporta l’avvicendarsi dei climi. Si tratta dipiante semi-sempreverdi: si comportano da sempreverdi quando il clima è a loro favorevole, mentre perdono la maggior parte del fogliame durante i periodi più avversi.
    In ogni caso questi arbusti non temono il susseguirsi delle stagioni e, per quanto riguardail periodo di fioritura delle rose ibride, risulta essere molto prolungatoe dipende prevalentemente dal clima.

    Quando piantare le rose?

    Esistono più di 150 specie di rose,il periodo migliore per piantarle va da ottobre a metà maggio, in base alla varietà: novembre e dicembre rappresentano il periodo migliore, soprattutto su terreni leggeri e sulla terra fresca; mentre, nei terreni pesanti e in quota, è preferibile aspettare febbraio e marzo. Bisogna fare molta attenzione anche al collocamento dell’arbusto: la migliore posizione per queste piante è rappresentata da una zona soleggiata e aerata, poiché il sole favorisce il loro sviluppo e la loro fioritura.

    Le cure invernali

    Per ottenere dei bei fiori già all’inizio della primavera sarebbe meglio avere le nostre rose già a dimora in autunno; in questo modo avranno la possibilità di sviluppare un buon apparato radicale prima dell’inverno e del clima molto freddo, poiché il clima fresco e le giornate brevi tendono a rallentare o fermare la vegetazione degli arbusti durante i mesi autunnali ed invernali.

    Quando potare una rosa?

    Importante è anche lapotutaturadella pianta. Questa pratica comporta l’accorciamento di tutti i rami più vigorosi, lasciando soltanto 2-3 gemme, e l’asportazione dei rami più piccoli e deboli.
    In questo modo, quando la pianta ricomincerà a vegetare completamente, con l’arrivo dei mesi con clima mite e con l’allungarsi delle giornate, favoriremo lo sviluppo di ungran numero di nuovi germogliche equivalgono ad un gran numero di futuri boccioli.

    Le varie specie richiedono un intervento diverso ma, il momento migliore (fatta eccezione per le rampicanti) è il periodo di2-3 settimane precedenti alla ripresa vegetativa, e cioè dal 15-20 gennaio al 15-20 marzo, secondo la latitudine, l’esposizione e l’altitudine. In ogni caso non si deve mai potare durante i mesi di freddo intenso poiché, se si pota nel periodo sbagliato, si rischia di compromettere la fioritura della stagione.

    “E’ il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante”

    Il Piccolo Principe,Antoine de Saint-Exupéry


  • La FAO proclama il 2015 come l’anno Internazionale dei Suoli

    La FAO proclama il 2015 come l’anno Internazionale dei Suoli

    Spesso ignoriamo una componente ambientale fondamentale e una fonte essenziale di cibo:il SUOLO.

    Per questo motivo la FAO(Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) ha pensato bene di ricordarcelo, dando il via all’Anno Internazionale dei Suoli proprio per celebrare questo silenzioso e prezioso alleato – che non sempre curiamo come dovremmo.

    Suolo come fonte primaria di cibo e di acqua

    Il suolo è innanzitutto la base di partenza della filiera alimentare, oltre ad essere una risorsa preziosa per la costruzione di combustibili, fibre e altre materie prime – come tessuti o materiali per l’edilizia.
    Mantenere i suoli saniè fondamentale soprattutto perché aiutano a immagazzinare e filtrare l’acqua, fronteggiando così la siccità – che è un grave problema in molte parti del globo.

    Il suolo non è fondamentale solo per il fabbisogno umano: è popolato da un quarto della biodiversità mondiale, ossia degli organismi che fungono da agenti primari per il funzionamento del ciclo dei nutrienti, favorendo anche la biodiversità in superficie.

    Mille anni per un centimetro di suolo nuovo

    Al contrario di quanto si pensi, il suolonon è una risorsa totalmente rinnovabile, a causa dei lunghi periodi che coinvolgono i processi di rigenerazione del terreno:sono necessari 1000 anni perché si formi 1 solo cm di suolo,  ecco perché il terreno è una risorsa da curare e proteggere.

    La situazione è piuttosto critica anche in vista di un altro dato allarmante: la FAO ha stimato cheun terzo dei terreni mondiali siano ormai degradati, tra le cause: l’erosione del suolo, la compattazione, la salinizzazione e ovviamente l’inquinamento, segni che dimostrano una gestione poco accorta da parte dell’uomo, di una risorsa così vitale.

    Il fenomeno è purtroppo un trend negativo destinato all’aumento; si stima infatti che a causa dell’attività di impermeabilizzazione dei suoli,nel tempo di 1 secondo avvenga la perdita di una superficie pari a un campo da calcio.

    Cosa fare per risolvere la situazione?

    Sensibilizzare l’opinione pubblicaverso questo problema è il primo passo verso una maggior consapevolezza della tutela del terreno, come ha sottolineatoJosè Graziano Da Silva, Direttore Generale della FAO: «Invito tutti noi a promuovere attivamente la causa dei suoli nel corso del 2015, poiché è un anno importante per spianare la strada verso un sviluppo veramente sostenibile per tutti e da parte di tutti».

     

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  • Potatura e abbattimenti

    Potatura e abbattimenti

    potatura

    La potatura è una tecnica che attraverso il taglio di rami di vario diametro, ma pur sempre contenuto, risulta essere necessaria, nelle nostre città, sia per equilibrare lo svilupparsi della chioma e sia per rimuovere mettere in sicurezza rami o porzioni di chioma secchi, malati o pericolosi.

    Aspetti da considerare nella potatura

    Nel dettaglio, gli aspetti che possono creare delle difficoltà o compromettere la perfetta esecuzione dell’abbattimento sono:
    la grandezza dell’ albero, l’età presunta, la specie, il suo possibile stato di disseccamento;
    il fusto: se è diritto, inclinato,doppio;
    la chioma: se il peso è distribuito uniformemente o decentrato, se eventuali rami risultano impigliati in altre chiome, se i rami sono grossi e secchi e possono rappresentare un pericolo durante la caduta della pianta;
    la lunghezza fondamentale per definire l’ampiezza delle zone di sicurezza (per poter rapportare la caduta della pianta alla presenza di attrezzature, strade, linee elettriche ecc) Fatto l’esame dell’albero si prosegue con la determinazione della direzione di caduta, la quale è dipendente dai seguenti principi:
    rispetto del novellame e del popolamento rimanente;
    facilitare la lavorazione dell’albero abbattuto;
    semplificare le operazioni di esbosco;
    evitare danni al tronco dell’albero abbattuto

    abbattimento albero

    Abbattimenti

    L’abbattimento deve essere pianificato con cura. Gli alberi devono essere abbattuti in modo sicuro e nella direzione desiderata. Inoltre, una pianificazione accurata dell’abbattimento semplifica i lavori successivi. Il fattore più importante per l’abbattimento è l’eventuale presenza di grandi ostacoli nell’area (linee elettriche, strade, edifici ecc.). Se l’area di abbattimento è attraversata da una strada o frequentata da numerosi passanti, deve essere esposta una segnaletica appropriata.


  • Tadao Ando tra modernità e tradizione

    Tadao Ando tra modernità e tradizione

    Tadao Ando è un architetto giapponese, fortemente influenzato dalMovimento modernoe in particolar modo daLe Corbusier, ma allo stesso modo legato all’architettura tradizionale giapponese, alle sue opere conferisce un carattere quasi “artigianale” nella definizione dei dettagli.

    I suoi edifici sono spesso attraversati da complessipercorsi tridimensionali, che si incrociano tra spazi interni ed esterni. Elemento fondamentale è sempre laluce, che contribuisce a definire il carattere degli spazi.
    La sua Row House (casa a schiera) in Sumiyoshi, una piccola casa a due piani in getto di cemento, gli valse il Premio annuale dell’Architectural Institute of Japan. Nel 1995 invece vince il Premio Pritzker.

    In Italia, Tadao Ando ha realizzato il centro di ricerca del Gruppo Benetton Fabrica a Villorba (Treviso), il progetto di risistemazione della Punta della Dogana a Venezia e la AB-house (la casa invisibile) a Ponzano Veneto. Per Giorgio Armani ha progettato la sede della casa di moda e il Teatro Armani a Milano.

    Ed è proprio nel centro di ricerca del Gruppo BenettonFabricache hacollaboratocon noi di Dal Ben, realizzando unparcheggio aziendaleperfettamente inerbito su supporto “Ritter” nel quale abbiamo inserito 84 platani opportunamente educati “a tettoia” per favorire l’ombreggiamento dell’area.


  • Alberto Campo Baeza e l’uso del bianco

    Alberto Campo Baeza e l’uso del bianco

    Alberto Campo Baeza

    Alberto Campo Baeza è un architetto spagnolo. Attualmente è professore presso l’Università Politecnica di Madrid dove si è laureato.

    Inizia la sua carriera con la costruzione di scuole e municipi nella Comunità di Madrid e la città di Cadice, edifici a basso costo, con una razionale organizzazione, nei quali la luce contribuisce a creare vie di fuga e spazi di continuità unica. Alla fine degli anni ottanta e negli anni novanta fa una serie di case sperimentali, che insieme formano un manifesto riguardo l’uso della luce in spazi con tonalità monocromatiche vicine al bianco.

    Una delle sue opere più importanti è la sede dellaCaja de Granada, nella città di Granada. In questo edificio, una grande prisma di cemento armato con quattro colonne di cemento, riducendo la luce strutturale del vuoto che crea, ospita due scatole con pianta a ‘L.

    Il suo lavoro è stato ampiamente influenzato: è stato incluso inmolte pubblicazionied è stato anche utilizzato come location per numerosispot pubblicitari.

    Ponzano Children, scuola per l’infanzia costruita dalGruppo Benetton, è l’opera per cui abbiamo collaborato e nella quale non potevano mancare adeguati spazi verdi a misura dei più piccoli: prati, bosco, frutteto, orto e filari d’uva. Dimostratasi un’importanteesperienza professionale.


  • John Pawson: minimal art

    John Pawson: minimal art

    John Pawsonè nato ad Halifax, il 6 maggio 1949, è undesigner e architetto britannico, noto per il suostile minimalista.

    Ha studiato all’Architectural Association School of Architecture di Londra. Tra i principali progetti realizzati da Pawson si ricordano il Cannelle Cake Shop di Londra, diversi punti vendita di Calvin Klein e di Jigsaw, il Monastero di Nový Dvůr in Repubblica Ceca, l’Hotel Puerta America di Madrid, la Medina House di Tunisi e il Sackler Crossing, una passerella sul lago all’interno dei Giardini Botanici Reali di Kew.

    Fin dall’inizio, il lavoro di Pawson si concentra sulla modalità di affrontare problemi fondamentali, qualispazio, proporzioni, luce e materiali.

    La collaborazione tra Pawson e Dal Ben Giardini è avvenuta per “Casa delle Bottere“. I segni del minimalismo del designer si fanno notare anche in questo giardino:l’enfasi è posta tutta nel processo di riduzione alle strutture elementari geometriche.


  • Fenomeno “orto”

    Fenomeno “orto”

    Sono circa2,7 milionii ”contadini moderni” che trasformano i loro terrazzi, giardini e balconi in orti e non si tratta solo di pensionati, ma anche impiegati, operai, commercianti, insegnanti e imprenditori.

    L’orto è un’ottima psicoterapia per chi ama la terra e la vita all’aperto. Chi coltiva ortaggi non lo fa più per fattori economici di risparmio, ma per avere prodotti sani sulla propria tavola.

    orto in serra

    La quantità e la bontà degli ortaggi dipendono dallacuradell’orticoltore, ben sapendo che le imprevedibili intemperie del clima sono sempre dietro l’angolo e possono compromettere il raccolto. Come nella vita iproblemisi possono manifestare quando meno te lo aspetti.

    Scegliete l’orto che più fa per voi: tradizionale, urbano o sul balcone.Marzoè il mese ideale per iniziare a costruirlo, si può seminare davvero tutto, dalle carote, cipolle, fagioli, lattughe primaverili, piselli nani, pomodori, fino alla rucola, spinaci e zucche. Ovviamente sotto la protezione di unaserra.

    Il successo nella coltivazione dell’orto dipende da fattori come: ilsole, l’esposizione del vostro orto deve essere in piena luce; l’acqua, se volete che le vostre piantine crescano; laterra, fertile e drenante e ilfattore umano, che non è solo braccia e fatica, ma soprattutto buon senso.

    Dal Ben Giardiniè specializzato nellacostruzione di ortisu misura, richiedi il tuopreventivodirettamente dal nostro sito.

    Il nostro consiglio è di coltivare e appassionarsi all’orto, fatelo in compagnia, e condividete con gli altri le vostre esperienze e i vostri risultati, è un ottima ricetta per vivere in modo più sano e per diminuire il livello di stress, facendo nel contempo delle genuine amicizie.


  • “Un progetto per la bellezza”: l’armonia tra natura e industria è possibile?

    “Un progetto per la bellezza”: l’armonia tra natura e industria è possibile?

    “La bellezza salverà il mondo”, diceva Dostoevskij.

    Purtroppo nel nostro territorio c’è molto da salvare. Cemento e industria si sono appropriate di spazi immensi, un tempo verdi.

    foto di brunello cucinelli

    Ecco perché siamo felici di leggere e condividere notizie di casi in controtendenza. Anzi, un caso, una mosca bianca. Si tratta dell’ultimo piano sociale dell’imprenditore italiano Brunello Cucinelli: il cosidetto Progetto per la Bellezza.
    Un progetto nato per liberare il paesaggio dal cemento e immergere nel verde la zona industriale diBorgo Solomeo: sei capannoni industriali di 240 m cubiverranno rasi al suolo per fare spazio a 35 ettari, divisi in tre aree verdi, armoniosamente inserite nel complesso aziendale.

    IlProgetto per la Bellezzaè il completamento del sogno dell’imprenditore, quando decise di ristrutturare questo antico borgo medioevale per fondarvi la sua azienda; un progetto ambizioso, che verrà realizzato tra un anno e mezzo, ma indubbiamente necessario per restituire al territorio la sua antica bellezza.

    Il progetto di Cucinelli si fa in tre

    Nello specifico, verranno costruiti tre parchi:

    • Parco dell’Industria: il giardino di Solomeo si estenderà fino alla valle, immergendo il complesso industriale in un grande parco.
    • Parco dell’Oratorio Laico: accanto al Parco dell’Industria, sorgerà uno stadio senza barriere, immerso in sei ettari di boschetti e prati, per consentire ai giovani del borgo di praticare attività sportive.
    • Parco Agrario: vicino all’Oratorio Laico verranno coltivati circa settanta ettari per la costruzione di orti, frutteti, vigneti e oliveti, i cui prodotti saranno destinati agli abitanti del borgo e alla mensa aziendale.

    Quella di Cucinelli è certamente un’idea in controtendenza, fortemente legata alterritorio;un progetto che sottolinea l’importanza dell’ambiente naturale come bene preziosoda tutelare che può convivere in perfettaarmoniacon lezone industriali.

    La tua opinione

    Chi non preferirebbe lavorare immerso nel verde, in un ambiente armonioso e sereno?
    In che modo il luogo di lavoro stimola la tua creatività? Raccontacelo!


  • Semina del prato in autunno: i tre passi chiave

    Semina del prato in autunno: i tre passi chiave

    Nel precedente articolo«Giardino in Autunno: come proteggere piante e prato», abbiamo parlato dei lavori necessari percurare il giardinoin questo specifico periodo dell’anno.

    Torniamo ora a parlarne per segnalare anche un’altra operazione da compiere in questi giorni:la semina del prato. L’autunno infatti è il momento favorevole alla semina del tappeto erboso, in quanto l’ambiente fresco ed umido è l’ideale per ottenere quest’estate un prato ricco e sano.

    Tuttavia eseguire la semina non è un’operazione di poco conto, per ottenere buoni risultati è necessario conoscere tutti i passaggi e le operazioni da eseguire nel dettaglio.

    1. ARIEGGIATURA

    Prima di tutto bisogna pulire il prato,arieggiandolosuperficialmente.

    2. SEMINA

    Dopo essersi assicurati di aver pulito per ben il terreno, si può procedere con lasemina: questo passaggio è il momento più delicato di tutta l’operazione, in quanto non tutti sanno selezionare i semi correttamente.
    Per scegliere quelli giusti tieni presente due fattori molto importanti: l’utilizzoche verrà fatto del prato e lazona climaticain cui ti trovi. La famiglia di semi più utilizzata è quella delle graminacee, ma è molto importante creare un miscuglio variegato, così da ottenere tutti i vantaggi possibile dalla differenti tipologie di semi.

    3. IRRIGAZIONE

    Dopo la semina, arriva il momento dell’irrigazione: il prato andrà infatti bagnato regolarmente fino a 20 giorni dalla semina.

    Per il benessere futuro del tuo prato affidati ad un professionista: non esitare acontattarci per rispondere ai tuoi dubbi e valutare insieme che tipi di semi scegliere.


  • Bulbi di tulipani e iris: ecco cosa fare

    Bulbi di tulipani e iris: ecco cosa fare

    Gestire il giardino è spesso una questione di tempismo: ogni operazione dovrebbe essere fatta in un momento preciso. Nella lista delle attività da compiere in autunno, c’è anche la messa a dimora di alcuni bulbi.
    Ne avevamo già parlato anche in «Autunno, è tempo di bulbose».

    Piante bulbose: quali sono?


    Piante bulbose come l’iris,narcisoetulipani, si definiscono autunnali in quanto, per ottenere una fioritura primaverile ricca e intensa, è consigliabile porle in dimora proprio in questo periodo dell’anno.

    Così facendo, per la fine dell’inverno queste piante avranno immagazzinato nutrimento sufficiente per produrne i fiori.

    Come estrarre e conservare i bulbi

    Prima di tutto i bulbi vanno estratti dal terreno, facendo particolare attenzione a quelli più delicati come nel caso dei gladioli e delle dalie.
    Tenete presente che perconservarlial meglio, vanno riposti in unlocale seccoedarieggiato, al riparo dal gelo, come può essere la cantina o il garage.

    Quando piantare i bulbi autunnali

    Infine possono esserepiantati in vasoo direttamente nelgiardino, a seconda delle proprie preferenze;  il periodo ideale per porli a dimora va dametà settembrefino alla primametàdinovembre.
    I bulbi possono essere piantati anche successivamente,  in genere fino a febbraio, l’importante è che venga fatto circauna settimana primadell’arrivo di una possibilegelata: questo per stabilizzare la pianta ed evitare possibili danni.

    Ora non vi resta che aspettare!

    Vi ricordiamo tuttavia cheogni bulbo, a seconda dispecieedimensioni, presenta particolari caratteristiche e richiedecure specifiche; per questo motivo non esitate acontattarciper risolvere qualsiasi dubbio!

    Fonte Immagini: Pinterest


  • Come vestire la casa di rosso con la vite americana

    Come vestire la casa di rosso con la vite americana

    I colori dell’autunno sono sempre una magica sorpresa: tutto si colora di rosso, dalle tonalità più vivide, fino a quelle ramate.
    In questa stagione, c’è unapianta rampicante che ha una magica bellezza: laParthenocissus Tricuspidata, conosciuta comunemente comevite americana.

    È perfetta per abbellire i giardini in questo periodo dell’anno: le sue foglie in autunno si colorano di un bel rosso scarlatto. Alcuni anni fa l’abbiamo piantata anche nella nostrasede di Scorzé, così da ricoprire le pareti nord ed est.

    Originaria dellaCinae della regioneHimalayana, la vite americana è una pianta della famiglia dellevitaceae, molto diffusa in America e in Canada.

    Si tratta diuna pianta rampicante vigorosa e rusticache cresce agevolmente in ogni tipo di terreno e ambiente, la sua caratteristica principale è quella di formare dei rami che si abbarbicano nei muri senza bisogno di sostegni e che possono arrivare fino a 15 m di lunghezza.

    Questo grande rampicante possiede dellefoglie a tre lobipiuttosto grandi che d’autunno si colorano per l’appunto delle tonalità del rosso, motivo per cui la vite americana è molto apprezzata.

    In tarda primavera la vite americana produce delle piccole infiorescenze da cui in autunno si originano dei piccoli frutti di color blu cobalto.

    Fonte immagine: Pinterest

     


  • Nozze Clooney – Alamuddin: nel giardino di Palazzo Papadopoli

    Nozze Clooney – Alamuddin: nel giardino di Palazzo Papadopoli

    Dal Ben Giardini “era presente” al matrimonio dell’anno! Di chi stiamo parlando?
    Naturalmente delle nozze tra il noto attoreGeorge Clooneye l’avvocato Amal Alamuddin.

    I due si sono sposati lo Sabato 27 Settembre nella splendida cornice dell’anticoPalazzo Papadopoli, oggi sede delprimo hotel a sette stelle in Italia.

    Dal Ben Giardini, si è occupata dellarealizzazione del giardino di questosplendido hotelaffacciato sul Canal GrandediVenezia.

    Palazzo Papadopoli: la reggia delle nozze

    palazzo venezia

    L’elegantePalazzo Papadopoliha origini molto antiche: è stato edificato nellaseconda metà del Cinquecentosu commissione della ricca famiglia bergamasca dei Coccina; i proprietari odierni, membri della famiglia mantovana degliArrivabene Valenti Gonzaga, nel 2005 hanno deciso di affittarlo per farlo diventare una vera e propriahotel del lussoveneziano.


  • E il giardino creò l’uomo: la leggenda di Jorn de Précy.

    E il giardino creò l’uomo: la leggenda di Jorn de Précy.

    Il giardino: ultimo rifugio della spiritualità e della poesia; ultima frontiera oltre le barbarie e l’alienazione.

     

    “Fate giardini! Veri giardini, naturalmente, luoghi indomiti, fuorilegge. […] Tracciate il vostro disegno sulla faccia della terra, che si presta sempre volentieri ai sogni dell’uomo, piantate un giardino e prendetevene cura. E proteggete anche quelli che restano e resistono, i vecchi luoghi abitati dalle piante che arrivano da lontano e continuano a sognare, nonostante l’insensato baccano che li circonda. Lavorate con i poeti, i maghi, i danzatori e tutti gli altri artigiani dell’invisibile per rimettere al suo posto il mistero del mondo“.

    Jorn de Précy,E il giardino creo l’uomo. Un manifesto ribelle e sentimentale per i filosofigiardinieri.

    Questi sono i temi cari al filosofo-giardiniereJorn de Précy: attivo a cavallo traOttocentoeNovecento, nonostante si conosca ben poco della sua figura, oggi De Précy è considerato unvero maestrotra gli appassionati di giardini.

    E il giardino creò l’uomo,  l’unica opera di De Précy giunta a pubblicazione, è soprattutto ilmanifesto di un’idea di giardinoche l’autore riuscì a realizzare nella sua tenuta di Greystone, nell’Oxfordshire: un’idea rivoluzionaria per l’epoca, quella del giardino selvatico; secondo l’autore infatti, l’uomo dovrebbe mettersi a servizio del suo giardino, riallacciando il profondo legame tra uomo e natura.

    E il giardino creò l’uomoè un trattato di storia dei giardini, memoir e nello stesso tempo appassionato pamphlet politico; il ritratto di un uomo originale e, a suo modo, enigmatico.

    Biografia dell’autore

    Jorn de Précy nasce aReykjaviknel1837, figlio di un ricco commerciante discendente da una stirpe bretone.
    Dopo aver visitatoRomae laToscanae aver vissuto aVeneziae aParigi, nel 1861 si stabilisce in Inghilterra. Trascorre alcuni anni a Londra e quindi nell’Oxfordshire, dove nel 1865 acquista il giardino di Greystone.
    E il giardino creò l’uomo, pubblicato in Inghilterra nel1912, è il suo unico scritto giunto alla pubblicazione.


  • Realizzazione giardini: gli errori più comuni nella preparazione e manutenzione del prato

    Realizzazione giardini: gli errori più comuni nella preparazione e manutenzione del prato

    Il prato

    Tutti vorrebberoun prato bello e folto, ma ottenerlo non è così facile. Oltre allamanutenzione corretta del giardino, il successo di un tappeto erboso dipende da diversi fattori, tutti da considerare:il tipo di terreno,l’ambiente climaticoela tipologia di miscuglio di sementi.

    Prima di impiantare un prato è bene conoscerne le esigenze specifiche per evitare in partenza gravi errori, difficilmente recuperabili in seguito.

    I lavori di manutenzione ordinaria,le concimazioni,le irrigazioni, gli interventi di taglio e di diserbo, successivi alla germinazione e all’insediamento del prato, seppur di rilevante importanza, non possono risolvere se non in minima misura i problemi connessi all’errata preparazione del terreno o a inadatte scelte del tipo di semente.

    Nellarealizzazione del pratotra gli errori più comuni c’èla scelta della specie sbagliata: non tutta l’erba infatti è adatta per la zona in cui abitiamo.

    Tre aspetti da tenere sempre in considerazione nella preparazione del prato:

    1) IL TERRENO

    La preparazione del suolocondiziona fortemente la crescita dell’erba. Il tuo terreno, soprattutto nello spessore esplorato dalle radici (i primi 15-40 cm) dovrebbe essere fertile, per garantire supporto nutrizionale, poroso, per garantire la giusta quantità di ossigeno alle radici e drenante, per favorire la discesa nel terreno dell’acqua in eccesso, il cui ristagno a livello delle radici può facilmente favorire la diffusione di marciumi fungini.

    2) IL CLIMA

    Sono le temperature massime del periodo estivo e quelle minime dei mesi invernali a condizionareil ritmo di crescita del pratoe la possibilità che le foglie si mantengano verdi. Nella fascia climatica corretta, bisogna poi scegliere le sementi indicate per la zona: alcune sono più adatte ad ambienti freschi, altre, per svilupparsi al meglio, richiedono temperature medio-alte nel corso della maggior parte dell’anno.

    3) LA SEMENTE

    La scelta della specie o del miscuglio daseminareè condizionata dal tipo d’uso che ne farai del prato. Non tutte le specie, infatti, sono indicate per gli svariati utilizzi a cui è destinato un tappeto erboso: è il grado di sfruttamento, minimo, medio o massimo, di un tappeto erboso il fattore che determina la scelta della specie, che si differenziano tra di loro per il fogliame, il ritmo di crescita, quindi per la capacità di resistere o meno aprolungate azioni di calpestamento.

    Qualche dubbio circa la preparazione del tuo prato?
    Visualizza anche le pagineConcimazioni,CarotatureeArieggiatureper altri utili consigli. Se invece preferisci affidarti a dei professionisti per un tappeto erboso davvero perfetto, chiamaci o manda un’e-mail ainfo@dalbengiardini.it.


  • Piante antizanzare: 10 rimedi naturali per combattere le zanzare

    Piante antizanzare: 10 rimedi naturali per combattere le zanzare

    Niente in estate provoca fastidio quanto le zanzare e per combatterle spesso si è costretti ad affidarsi ad agenti chimici. Un metodo alternativo sta nelconoscere e utilizzare piante antizanzarein modo da proteggere naturalmente il giardino …e le persone che ci vivono.

    Avevamo già parlato dellePeculiarità della pianta della catalpa, la cui folta chioma rilascia un odore particolarmente sgradito alle zanzare; continuiamo quindi ad occuparci di questo argomento con una breve panoramica sulle10 piante antizanzare più efficaciper allontanare questi fastidiosi insetti attraverso rimedi al 100% eco-friendly.

    Come allontanare le zanzare con rimedi naturali:

    1. LA CITRONELLA: LA PIANTA ANTI ZANZARE PIÙ DIFFUSA

    È anche conosciuta con il nome inglese dilemon grassma certamente la conoscete bene: da essa si estrae l’omonimo olio aromatico con cui si realizzanole candele alla citronella, note appunto per avere la proprietà diallontanare le zanzare.

    2. LA MONARDA: UNA TRAPPOLA PER LA ZANZARA TIGRE

    LaMonardaè una pianta della famiglia delle Lamiaceae; questaspecificatipologia di piante è particolarmente indicata percombattereilmorsodellazanzara tigre.
    Predilige gli ambienti umidi (specie in prossimità di corsi e specchi d’acqua): la rendono più vigorosa e meno soggetta a malattie.

    3. LA CALENDULA: L’ODORE CHE CONFONDE LE ZANZARE

    Chi non la conosce? Già molto usata nelle creme per la pelle, la pianta dellacalendulainoltre emana unforte odoreche le zanzare percepiscono come sgradito. Altra peculiarità di questa pianta è quella di essere facilmente coltivabile, dato che tollera bene la siccità.

    Curiosità: il nome deriva dal latino Calendae, parola con la quale i Romani indicavano il primo giorno del mese, dato che fiorisce una volta al mese durante tutta l’estate.

    agerato

    4. L’AGERATO: IL POTERE DELLA COMARINA

    L’agerato celestinoè una piccola pianta erbacea dai numerosi fiori profumati; ilrimedio antizanzaredell’agerato è contenuto nellacomarina, una sostanza che provoca fastidio a questi insetti. L’Ageratum è molto utilizzato per bordure e i suoi fiori continuano a sbocciare per tutta l’estate, ed anche oltre, formando dei soffici tappeti di fiori.

    5. L’ERBA GATTA: IL RIMEDIO NATURALE PIÙ POTENTE

    Piccola curiosità: in pochi sanno che l‘erba gattaè una dellepiantepiùpotentiper combattere le zanzare; questa pianta infatti, secondo gli studiosi, è10 voltepiù efficacedelDeet, il rimedio antizanzare usato in tutte le macchinette elettriche che sono presenti nelle nostre case.

    La potenza dell’erba gatta può essere perfino amplificata se applicata direttamente sulla pelle.

    6. GELSOMINO: UN FORTE ANTI REPELLENTE

    Ebbene sì, il famoso rampicanteJasminumdai piccoli fiori bianchi, sembra essere un ottimorimedio anti-zanzaregrazie al suo odore riconoscibile e molto particolare.

    7. LA LAVANDA: NON SOLO BELLEZZA ESTETICA

    Nota per i suoi splendidi colori, lalavandaè anche un‘arma validapercombatterelezanzare, inoltre è in grado di crescere anche nei terreni più aridi, senza bisogno di eccessive cure.

    Gli infiniti utilizzi della lavanda non smettono mai di stupirci, alcuni li avevamo raccolti qui:Dal giardino alla cucina: 6 modi di usare la pianta della lavanda

    8. GERANIO: LA PIANTA ANTI ZANZARE CHE ABBELLISCE I BALCONI DI CASA

    Semplici da curare e perfetti per abbellire i nostri balconi, anche il profumo deigeraniè un ottimoantizanzare naturale.

    9. EUCALIPTO: UNA FRAGRANZA ANTI ZANZARE

    Tra le sue numerose qualità, l‘essenza dell’eucaliptonon solo può fungere daanti infiammatorio naturale, ma è anche in grado dicombattere le zanzaregrazie alla sua particolare fragranza.

    10. L’ALOE VERA: UNA GRANDE FUNZIONE LENITIVA

    Usato in diversi modi, ilgelche si estrae dallefoglie dell’aloeè unlenitivoperfetto percalmarel’arrossamentodovuto allepunturedizanzara.

    Ne conosci altre? Commenta qui sotto e raccontaci la tua esperienza con le pianti antizanzare!

    Non dimenticare di farti ispirare dalla nostra bacheca Pinterest interamente dedicata alle piante antizanzare. Hai bisogno di qualche consiglio per abbellire il giardino? Non esitare a chiamarci per prenotare una visita alVivaio di Musile di Piave.

    Se gli effetti di queste particolari piante non dovessero bastare per allontanare le zanzare,contattaciper avere maggiori informazioni sui nostritrattamenti antizanzare.

    Fonte per le immagini: Pinterest


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